Lavoro

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Venerdì, 30 Luglio 2010 - 21:33 Inviato da : redazione
Lavoro

La Federazione Giovanile Comunisti Italiani di Cosenza aderisce con convinzione alla manifestazione nazionale dei compagni operai metallurgici, indetta dalla FIOM il 16 ottobre a Roma. Dinanzi al clima di provocazione reazionaria messo in atto da governo e FIAT, non è più possibile restare con le mani in mano: si sta distruggendo la democrazia, si sta uccidendo lo Statuto dei Lavoratori. Noi comunisti, al fianco della classe operaia di tutto il Paese, non lo permetteremo.
Auspicando la rinascita di un nuovo autunno caldo, scendiamo in piazza con l’intenzione di riaprire un’ autentica e rinvigorita fase di lotta.

FGCI Cosenza

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Lunedì, 26 Luglio 2010 - 17:54 Inviato da : redazione
Lavoro

Il 16 ottobre la Fiom ha convocato una manifestazione nazionale per difendere il contratto collettivo nazionale di lavoro, per difendere il lavoro e la sua dignità, per respingere i tentativi di Marchionne e del Governo di superare di fatto la Costituzione ed i diritti che la Carta sancisce.
Sarà una manifestazione importante, collocata all'inizio di un autunno che sarà caldissimo su più fronti, ed in particolare su quello del lavoro e dei saperi.Due mondi, quello del lavoro e dei saperi, che sono stati, accanto allo scardinamento dello Stato democratico, i principali bersagli dell'azione di questo Esecutivo: compressione salariale e dei diritti da un lato, tagli senza precedenti alle risorse, umane e materiali, dall'altro. Colpire i saperi, indebolire il mondo del lavoro sono due assi portanti dell'idea di società che questo Governo vuole, fino ad oggi con successo, costruire.

Sabato, 26 Giugno 2010 - 14:01 Inviato da : redazione
Lavoro

Esistono quattro priorità su cui i sindacati e le forze politiche devono lavorare prima di settembre e su cui deve essere concentrata la mobilitazione di tutti, per evitare l’ennesima macelleria sociale tra i precari della scuola.

1)La priorità dell'azione sindacale deve essere rivolta a far assegnare gli spezzoni orari inferiori alle sette ore ai CSA, in modo che vengano destinate ai precari. Ad oggi questi spezzoni sono gestiti dai Presidi in modo scorretto e poco limpido. I Presidi, oggi, forzano i docenti interni o con l’incarico annuale da settembre a prendere ore aggiuntive ed è comprensibile che in periodo di crisi un insegnate accetti ore aggiuntive visto che gli stipendi della categoria sono tra i più bassi d’Europa, ma questo meccanismo va evitato, perché è sintomo di civiltà impedire che i poveri si contendano le briciole. Inoltre accade spesso che, anche per quelle poche ore rimaste, i Presidi chiamino in modo scorretto, senza rispettare le graduatorie. Altro fatto grave è che attualmente non esiste nessuna vigilanza sull’operato dei presidi stessi.

Giovedì, 17 Giugno 2010 - 12:41 Inviato da : redazione
Lavoro

La FIOM dice no. Due lettere pesanti come macigni ma una decisione giusta. Perché la verità è che quello portato avanti da Marchionne non è una proposta ma un vero e proprio ricatto, nei contenuti e persino (ormai non si pretende più nemmeno il pudore) nei toni.
L' abbiamo sentito, nei TG di qualche giorno fa, sibilare "O così o ce ne andiamo all’estero", liquidando una CGIL lasciata sola da CISL e UIL che avevano già accettato tutto il pacchetto.
Perché è un ricatto e non un accordo? Perché non propone una strategia di sviluppo, un piano di investimenti ma mira semplicemente a livellare le condizioni di lavoro verso i paesi in cui è così conveniente delocalizzare.

Venerdì, 04 Giugno 2010 - 13:55 Inviato da : redazione
Lavoro

Dal rapporto annuale dell’Istat presentato nei giorni scorsi emerge un quadro drammatico per il nostro Paese, ed in particolare per la condizione di tantissimi giovani: sono 2 milioni, più della metà nel Mezzogiorno, le ragazze ed i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che sono esclusi contemporaneamente sia dal mondo del lavoro sia da quello della formazione. Nella fascia di età immediatamente successiva, tra i 30 e i 34 anni, il 28,9% vive ancora a casa con i propri genitori, un dato più che triplicato dal 1983. Non si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di una libera scelta, ma di una dura necessità imposta dalla mancanza di un reddito stabile.
Siamo in fondo ad un precipizio nel quale ci hanno condotto vent’anni di politiche liberiste, di privatizzazioni, di compressione dei diritti e dei salari. Dall’abolizione della scala mobile alla trasformazione del sistema pensionistico, dagli attacchi all’articolo 18 al Pacchetto Treu e alla legge 30, sino all’ultima straordinaria offensiva contro il contratto collettivo nazionale di lavoro.

Martedì, 01 Giugno 2010 - 17:16 Inviato da : redazione
Lavoro

I nuovi dati Istat sull’occupazione sono l’ennesimo campanello d’allarme per la sorte della nostra generazione.
La disoccupazione complessiva in Italia in Aprile si è attestata all’ 8,9%, con un +0,4% rispetto a fine 2009 e un +0,1% rispetto a marzo 2010.
Il dato quindi è ancora in trend di crescita e parla di un paese che è ben lontano dall’uscita o dalla “fase calante” della crisi. Come avevamo detto più volte, controcorrente rispetto alla messa cantata dei media ufficiali che predicavano ottimismo, la crisi deve ancora far vedere i suoi effetti più catastrofici.La disoccupazione giovanile è al 30%, un dato mostruoso: inizia a crearsi una nuova categoria generazionale di dimensioni rilevanti, quella dei “giovani morti”, disoccupati a carico delle famiglie che non hanno più ambizioni o vie d’uscita per rendersi indipendenti.
A tutto ciò cosa risponde il governo?

Sabato, 01 Maggio 2010 - 12:20 Inviato da : redazione
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Lunedì, 12 Aprile 2010 - 12:58 Inviato da : redazione
Lavoro

Il ministro Sacconi torna alla carica. Ieri davanti alla platea di Confindustria ha pronunciato la sua dichiarazione di guerra contro i diritti dei lavoratori, la minaccia è netta: a partire da maggio vuole riscrivere lo Statuto dei lavoratori, entro 3 anni la completa sostituzione del testo.
L'idea di fondo di Sacconi non è altro che la più totale aderenza all'ideologia ultra-liberista che ha mosso Confindustria e la borghesia italiana nella trasformazione del lavoro degli ultimi 20 anni, in primis con la frammentazione contrattuale e precarizzazione a tutto campo.
Sintetizzo di seguito, per comodità dei lettori, i punti che secondo le prime indiscrezioni della stampa costituiranno le maggiori modifiche nel testo Sacconi:

1) Il già annunciato "arbitrato" tra azienda e lavoratore nelle cause di licenziamneto, che aggira l'articolo 18 e facilità i licenziamenti senza giusta causa;
2) La modifica della normativa sullo sciopero, che punta a "ridurre la conflittualità", ovvero niente meno che a disarmare lo strumento dello sciopero se non direttamente a limitarlo sino ad una abolizione di fatto;
3) Modifica della contrattazione, tenendo solo alcuni parametri a livello nazionale e decentralizzando il resto su base territoriale o della singola azienda. Come si può facilmente immaginare questo produrrà lavoratori infinitamente più deboli, un aumento della precarietà e un rapido e generalizzato abbassamento dei salari.
4) In generale ancora meno vincoli e controlli sull'uso della flessibilità come strumento di precarizzazione del lavoro.

Venerdì, 19 Marzo 2010 - 11:01 Inviato da : redazione
Lavoro

ROMA, 5 MARZO: SIT-IN DEI LAVORATORI EUTELIA DAVANTI AL PARLAMENTO

Dopo sette mesi senza stipendio, dopo le lunghe occupazioni, i lavoratori Eutelia sono ancora in piazza davanti al Parlamento per chiedere che il governo rispetti gli impegni assunti e per rivendicare il loro diritto al lavoro.

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Giovedì, 11 Marzo 2010 - 12:21 Inviato da : redazione
Lavoro

Tra i lavoratori della Fervet di Castelfranco Veneto (TV) occupata.

  
 

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