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Sabato, 27 Marzo 2010 - 20:28 Inviato da : redazione
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PER UN FUTURO SENZA PRECARIETA', PER LA DEMOCRAZIA ED IL LAVORO IL 28 E 29 MARZO VOTA COMUNISTA, VOTA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA!


Giovedì, 11 Marzo 2010 - 15:33 Inviato da : redazione
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De Luca, candidato del PD alla presidenza della Regione Campania, fa ironia su Enrico Berlinguer e la questione morale, ed elogia Rastrelli.

 

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Venerdì, 29 Gennaio 2010 - 16:34 Inviato da : redazione
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Lunedì, 09 Novembre 2009 - 22:58 Inviato da : redazione
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Lunedì, 09 Novembre 2009 - 14:53 Inviato da : redazione
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Finita la Seconda Guerra Mondiale, le potenze che avevano sconfitto la Germania hitleriana si ritrovarono al tavolo della pace per decidere il futuro del paese. I dirigenti dell'URSS erano ben consci del fatto che indebolire la nazione tedesca, come era avvenuto con la Prima Guerra Mondiale, avrebbe portato soltanto a motivi di attrito sia tra i vincitori, sia tra vincitori e vinti, e per questo proposero agli alleati una riunificazione della Germania. Lo prova una nota di Stalin, emersa dagli archivi sovietici, indirizzata a Konrad Adenauer, allora cancelliere della parte occidentale della Germania, nella quale veniva proposta una riunificazione della nazione e la sua neutralità rispetto le alleanze che si stavano formando (NATO e Patto di Varsavia). Mentre con l'Austria (annessa al Reich Tedesco nel 1936 e sottoposta anch'essa a regime di occupazione) la proposta andò in porto, il cancelliere tedesco preferì far prevalere il suo spirito anticomunista alla volontà di pace del popolo tedesco. Dopo questo rifiuto, fu inevitabile il cristallizzarsi della situazione nei due stati formatisi nel 1949 (Germania Federale e Repubblica Democratica Tedesca), ma con un particolare non di poco conto: Berlino Ovest, nonostante fosse in territorio sovietico, era sotto la giurisdizione dell'Ovest. Una vera e propria enclave in territorio "nemico".

Sabato, 07 Novembre 2009 - 13:15 Inviato da : redazione
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John Reed li definì "I dieci giorni che sconvolsero il mondo". Mai, nella storia dell'uomo, gli operai ed i contadini erano riusciti a fare quello che in Russia, 92 anni fa, fecero: fondare una società basata sull'eguaglianza e sulla solidarietà invece che sullo sfruttamento. L'esempio dato da quelle donne e da quegli uomini era (ed è tutt'ora) troppo pericoloso: come provarono a schiacciare con la forza la speranza di poter costruire una società più giusta, adesso gli stessi padroni celebrano la caduta del muro di Berlino come la liberazione dell'umanità, accusandoci di voler creare una società impossibile. Non dobbiamo esserne stupiti: la storia la scrivono sempre i vincitori. Noi comunisti rispondiamo che quella attuale è una società impossibile, dove il 20% della popolazione controlla l'80% del mondo, e che il messaggio della Rivoluzione d'Ottobre non parla al passato, ma è rivolto al futuro. Ora più che mai le ragioni dei comunisti sono vive ed attuali, e le gesta di Lenin e dei compagni di 92 anni fa non vanno soltanto celebrate, ma capite ed analizzate, soprattutto negli errori, perché gli sbagli delle donne e degli uomini che provarono a costruire la prima società libera dallo sfruttamento non siano ripetuti da noi rivoluzionari nel XXI secolo.

Matteo Tanzini - Resp. Naz. Cultura FGCI

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Sabato, 07 Novembre 2009 - 10:11 Inviato da : redazione
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7 NOVEMBRE...

...NOSTALGIA DI FUTURO!!!

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Martedì, 20 Ottobre 2009 - 20:56 Inviato da : redazione
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Sabato, 27 Giugno 2009 - 12:47 Inviato da : redazione
Politica

Dopo il dato non certo positivo della Lista comunista alle elezioni europee è necessario riprendere il cammino delle nostre organizzazioni giovanili, rafforzandone i rapporti e il radicamento territoriale.
La crisi che quest'anno ha investito il Paese e il mondo continuerà a colpire le fasce deboli, questo Governo continuerà a salvaguardare gli interessi delle classi padronali, e l'opposizione parlamentare continuerà a non affrontare i temi chiave.
Dobbiamo lavorare per uno sbocco a sinistra della crisi, ma per fare in modo che sia così dobbiamo ricostruire un insediamento sociale nelle scuole, nelle università, nei quartieri popolari che spesso sono terreno fertile solo per le destre xenofobe e razziste.
Ricostruire spazi sociali in cui far vivere il conflitto, riconnettere il tessuto di una cultura critica, organizzare le lotte di una generazione che chiede il diritto al futuro sono le nostre priorità: su questo chiamiamo a discutere, a ragionare e a organizzarci tutte le forze comuniste e di sinistra di alternativa.
E’ necessario affermare un’idea diversa di società, fuori dalle logiche liberiste e compatibiliste, basata su saperi, lavoro e diritti.

Giovedì, 11 Giugno 2009 - 16:27 Inviato da : redazione
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DOCUMENTO DELL'UFFICIO POLITICO DEL PDCI

Il risultato della Lista Comunista è decisamente insufficiente ancorché certamente più incoraggiante del 3.1 della Sinistra Arcobaleno dello scorso anno.

Ora occorre non disperdere il patrimonio accumulato nel corso della campagna elettorale fatto di esperienze unitarie fra noi e i compagni del Prc nonché con esponenti di Socialismo 2000 e di tante donne e uomini delle sinistra che si sono riconosciuti in un comune progetto di alternativa. Il 3.4 per cento di voti va considerato quale punto di partenza per riprendere il cammino della riunificazione fra i Comunisti e le forze di alternativa anticapitalista.

 

RIUNIFICAZIONE SUBITO

L'Ufficio Politico del Partito dei Comunisti Italiani ribadisce la fermezza della linea. Si deve andare avanti nella riunificazione subito. Si proceda con determinazione nel processo di riunificazione.

 

SUBITO COORDINAMENTI NAZIONALE E TERRITORIALI

Per stringere i tempi della riunificazione è essenziale l'immediata costituzione di un coordinamento nazionale delle forze politiche che hanno dato vita alla lista, aperto anche ad altre realtà. Vanno istituiti anche coordinamenti regionali e provinciali.

 

FESTE COMUNI

Per dare il massimo coinvolgimento popolare al progetto di riunificazione si ritiene assai utile la comune organizzazione delle tradizionali feste di Prc e Pdci.

 

RESPINTE LE DIMISSIONI DEL SEGRETARIO

Al termine della riunione dell'Ufficio Politico, sono state respinte le dimissioni presentate dal Segretario del Partito Oliviero Diliberto. Il voto dell'Ufficio Politico è stato unanime ad eccezione di un voto contrario a favore delle dimissioni.

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