Giovedì, 01 Luglio 2010 - 21:06 Inviato da : redazione
Università

Il 30 giugno centinaia di studenti e studentesse della Facoltà di Lettere della Sapienza si sono riuniti in assemblea con il corpo docente contro i tagli della finanziaria nei confronti dell'università pubblica.
È emersa nuovamente la nostra completa opposizione al DDL Gelmini, allo smantellamento dell’ università pubblica e al blocco del turn-over, che sono all’ interno della Sapienza vere e proprie linee guida del nuovo Statuto promosso e approvato dal rettore Frati.
A fronte di una situazione già insostenibile di definanziamento e dequalificazione vissuta negli ultimi anni, la finanziaria del Governo ci pone nuovamente e con forza davanti ad un’emergenza che riguarda tutti: da qui l'importanza di mobilitarsi in maniera collettiva e condivisa con i ricercatori, i docenti e i dottorandi a partire dalle prossime settimane.

Sabato, 26 Giugno 2010 - 14:01 Inviato da : redazione
Lavoro

Esistono quattro priorità su cui i sindacati e le forze politiche devono lavorare prima di settembre e su cui deve essere concentrata la mobilitazione di tutti, per evitare l’ennesima macelleria sociale tra i precari della scuola.

1)La priorità dell'azione sindacale deve essere rivolta a far assegnare gli spezzoni orari inferiori alle sette ore ai CSA, in modo che vengano destinate ai precari. Ad oggi questi spezzoni sono gestiti dai Presidi in modo scorretto e poco limpido. I Presidi, oggi, forzano i docenti interni o con l’incarico annuale da settembre a prendere ore aggiuntive ed è comprensibile che in periodo di crisi un insegnate accetti ore aggiuntive visto che gli stipendi della categoria sono tra i più bassi d’Europa, ma questo meccanismo va evitato, perché è sintomo di civiltà impedire che i poveri si contendano le briciole. Inoltre accade spesso che, anche per quelle poche ore rimaste, i Presidi chiamino in modo scorretto, senza rispettare le graduatorie. Altro fatto grave è che attualmente non esiste nessuna vigilanza sull’operato dei presidi stessi.

Sabato, 26 Giugno 2010 - 12:59 Inviato da : redazione
Antifascismo

Lavoratori, studenti, precari e disoccupati, nessuno escluso, stanno subendo le prime e già pesanti conseguenze della crisi che attraversa l'Italia e non solo. Per questo, oggi più che mai, è necessario organizzarsi e lottare, per non subirne ulteriormente le conseguenze.
Proprio in questo clima si inserisce la nascita di gruppi e gruppetti dell’estrema destra nelle nostre città: un disegno ben preciso che ancora una volta restituisce ai fascisti il loro ruolo storico.

Quello di squadristi nelle aggressioni ai danni di compagni e compagne come recentemente accaduto a Tor Vergata, oppure contro gli immigrati come successo anche a Firenze in Via Nazionale e in Via della Scala o ai danni dei lavoratori in lotta come nel caso dell’Eutelia.
Quello di provocatori quando le loro azioni non diventano altro che un pretesto per dar modo a polizia e magistratura di colpire e reprimere chi quotidianamente lotta e si espone al fianco di studenti e lavoratori.

Sabato, 26 Giugno 2010 - 10:44 Inviato da : redazione
Attualità

Non riusciamo a definire diversamente quanto accaduto la notte di giovedì 24 Giugno 2010 sulle scalinate del Campidoglio di Roma.

Con alcuni compagni e ad alcune compagne, tutti gravitanti a diverso livello nella Federazione della Sinistra e tutti universitari, avevamo scelto di partecipare alla simbolica esposizione di uno striscione e di alcune candele per richiamare l’attenzione della città di Roma sulla condizione di circa 11.000 civili palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. Nella giornata di ieri erano state infatti spente le luci del Colosseo per Shalit, il soldato israeliano catturato dalle forze di sicurezza palestinesi quattro anni fa, e la comunità ebraica romana in compagnia di Alemanno, Zingaretti e la Polverini aveva promosso un’iniziativa in solidarietà con Israele.

Lunedì, 21 Giugno 2010 - 20:59 Inviato da : redazione
Attualità

La morte di José Saramago ha costituito una perdita irreparabile per il Portogallo, per il popolo portoghese, per la cultura portoghese.
La dimensione intellettuale, artistica, umana e civile di José Saramago fa di lui una figura tra le più importanti della nostra storia.
La sua vasta, notevole, singolare opera letteraria – riconosciuta con l’attribuzione, nel 1998, del Premio Nobel della Letteratura – lascerà un segno indelebile nella Storia della Letteratura Portoghese, di cui egli rappresenta uno dei nomi più rilevanti.

Costruttore dell’Aprile, in quanto partecipante attivo alla resistenza al fascismo, egli ha dato continuità a questo intervento nel periodo posteriore al Giorno della Libertà come protagonista del processo rivoluzionario che ambiva a trasformare profondamente e positivamente il nostro Paese con la costruzione di una democrazia che avesse come riferimento primario la difesa degli interessi dei lavoratori, del popolo e del Paese.
José Saramago era militante del Partito Comunista Portoghese dal 1969 e la sua morte ha rappresentato una perdita per tutto il collettivo di partito comunista – per il Partito che egli ha voluto come suo fino alla fine della vita.

Il Segretariato del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese manifesta il suo profondo dolore, la sua enorme amarezza per la morte del compagno José Saramago, ed esprime le sue sentite condoglianze alla sua compagna, Pilar del Rio, e agli altri familiari.

La Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese

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Giovedì, 17 Giugno 2010 - 12:41 Inviato da : redazione
Lavoro

La FIOM dice no. Due lettere pesanti come macigni ma una decisione giusta. Perché la verità è che quello portato avanti da Marchionne non è una proposta ma un vero e proprio ricatto, nei contenuti e persino (ormai non si pretende più nemmeno il pudore) nei toni.
L' abbiamo sentito, nei TG di qualche giorno fa, sibilare "O così o ce ne andiamo all’estero", liquidando una CGIL lasciata sola da CISL e UIL che avevano già accettato tutto il pacchetto.
Perché è un ricatto e non un accordo? Perché non propone una strategia di sviluppo, un piano di investimenti ma mira semplicemente a livellare le condizioni di lavoro verso i paesi in cui è così conveniente delocalizzare.

Martedì, 15 Giugno 2010 - 20:50 Inviato da : redazione
Esteri

In questi giorni la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani ha avuto il piacere di ospitare a Roma, e in altre città italiane, il dirigente dei giovani del PSUV (Partito Socialista Unitario del Venezuela) Daniel Tellis, che per il partito si occupa, attraverso la Commissione di Formazione, della scuola e dell'università. Daniel, appena atterrato a Roma, è stato pretestuosamente trattenuto dalle forze di polizia di frontiera che l'hanno interrogato sui motivi della visita, su dove avrebbe alloggiato e per conto di chi fosse venuto. Queste due ore nel commissariato di polizia gli hanno consentito di capire sin da subito il clima politico che si respira nel paese, clima politicamente (ma non solo) razzista e autoritario.

Domenica, 06 Giugno 2010 - 11:54 Inviato da : redazione
Attualità

Ci vuole la licenza!
Nella mitica scena di “ Non ci resta che piangere”, il boia Ugolone, spiegava, ad un incredulo Benigni, la necessità della licenza per intraprendere una qualsiasi attività. "Oggi" in Italia, invece, il governo intende, innanzitutto modificando l’ art. 41 della Costituzione, eliminare i permessi e le autorizzazioni, necessari per aprire un impresa, sostituendoli con autocertificazioni. Secondo Tremonti e Berlusconi, questo servirebbe a snellire le procedure per “liberare piccole e medie imprese e gli artigiani dal peso soffocante della burocrazia”. In realtà è l’ ennesimo tentativo di trasformare il Paese in una giungla, nella quale le regole non solo si possono non rispettare, ma spesso non ci sono neppure. A questo punto ci chiediamo: sarà sufficiente l’ autocertificazione anche per il certificato antimafia?

  

Venerdì, 04 Giugno 2010 - 13:55 Inviato da : redazione
Lavoro

Dal rapporto annuale dell’Istat presentato nei giorni scorsi emerge un quadro drammatico per il nostro Paese, ed in particolare per la condizione di tantissimi giovani: sono 2 milioni, più della metà nel Mezzogiorno, le ragazze ed i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che sono esclusi contemporaneamente sia dal mondo del lavoro sia da quello della formazione. Nella fascia di età immediatamente successiva, tra i 30 e i 34 anni, il 28,9% vive ancora a casa con i propri genitori, un dato più che triplicato dal 1983. Non si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di una libera scelta, ma di una dura necessità imposta dalla mancanza di un reddito stabile.
Siamo in fondo ad un precipizio nel quale ci hanno condotto vent’anni di politiche liberiste, di privatizzazioni, di compressione dei diritti e dei salari. Dall’abolizione della scala mobile alla trasformazione del sistema pensionistico, dagli attacchi all’articolo 18 al Pacchetto Treu e alla legge 30, sino all’ultima straordinaria offensiva contro il contratto collettivo nazionale di lavoro.

Martedì, 01 Giugno 2010 - 17:16 Inviato da : redazione
Lavoro

I nuovi dati Istat sull’occupazione sono l’ennesimo campanello d’allarme per la sorte della nostra generazione.
La disoccupazione complessiva in Italia in Aprile si è attestata all’ 8,9%, con un +0,4% rispetto a fine 2009 e un +0,1% rispetto a marzo 2010.
Il dato quindi è ancora in trend di crescita e parla di un paese che è ben lontano dall’uscita o dalla “fase calante” della crisi. Come avevamo detto più volte, controcorrente rispetto alla messa cantata dei media ufficiali che predicavano ottimismo, la crisi deve ancora far vedere i suoi effetti più catastrofici.La disoccupazione giovanile è al 30%, un dato mostruoso: inizia a crearsi una nuova categoria generazionale di dimensioni rilevanti, quella dei “giovani morti”, disoccupati a carico delle famiglie che non hanno più ambizioni o vie d’uscita per rendersi indipendenti.
A tutto ciò cosa risponde il governo?

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ROMA 11 ottobre 2008
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